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Obiettivo Umbria

L’elenco continua con la novità, intesa come propensione all’innovazione che è un’altra caratteristica peculiare. Solo in Umbria si sta usando la rete di eventi culturali, festival come Umbria Jazz o Spoleto, per fare promozione integrata, per veicolare l’intero pacchetto, comprese le opportunità di investimento. La missione a Melbourne, con Sviluppumbria che ha affiancato la prima edizione di Umbria Jazz dall’altra parte del pianeta, si è rivelata un successo senza precedenti. Dalla promozione dell’agroalimentare, con gli importatori australiani che hanno acquistato i prodotti tipici umbri per cucinarli durante i giorni del festival, ai seminari con le comunità di affari per prospettare tutte le chances della regione, ogni evento ha avuto una risposta formidabile. Tanti uomini d’affari hanno capito che, oltre alla bellezza della natura e ai luoghi sacri, l’Umbria poteva offrire investimenti e profitti in tanti settori, dal turismo all’alta tecnologia. Per noi innovazione è la tendenza a fare meglio quello che si sa fare bene.

La quinta virtù è la qualità. Le citazioni sarebbero tante per questo capitolo. Ma la più efficace è quella di celluloide. In Umbria “la vita è bella” anche perché coniuga arte ed economia. L’idea di trasformare una vecchia industria chimica a Papigno, alle porte di Terni, in studios cinematografici attrezzatissimi, si è rivelata anticipatrice. Perché, dopo che il film di Roberto Benigni ha vinto l’Oscar, Papigno è diventata una “location talismano”. Benigni ci ha girato altri film, compreso l’ultimo, La tigre e la neve. Altri registi l’hanno usata per realizzare programmi televisivi. Cinecittà ha deciso di acquisire la maggioranza del capitale. E tra breve nascerà un parco tematico, dedicato a Pinocchio: oltre alle scenografie del film, ci sarà una sinergia con gli scenari naturali mozzafiato della Cascata delle Marmore. Tutto in continua sinergia con gli enti locali e con Umbria Film Commission, l’agenzia che offre ampi servizi per consentire a produttori e registi di girare i loro film. Il modello è quello di uno sviluppo amichevole per l’ambiente una selezione delle opportunità che possono conciliarsi meglio con l’essenza del territorio. Per questo amiamo dire che l’Umbria non è disposta a snaturarsi per aprire uno stabilimento o per creare qualche posto di lavoro. Rispetto ai nowhere, come Romania e Cina, qui gli investitori sanno che possono trovare un sistema manifatturiero di qualità, evoluto dopo decenni di produzioni ad alto livello. Se hanno un’idea valida, gli strumenti migliori per realizzarla sono qui.

Ultima dote, l’affidabilità, intesa anche come supporti finanziari e tecnici per trasformare i sogni in opere. I 30 anni di Sviluppumbria sono stati costellati da una rete che comprende anche la Gepafin, la finanziaria promossa dalla Regione, dall’Unione Europea e dalle banche. Il suo compito, oltre che gestire i fondi degli obiettivi europei, è agevolare l’accesso ai finanziamenti e al capitale di rischio. La lista delle nostre partecipazioni nelle imprese è nutrita, così come quella dei prestiti partecipativi, dei sostegni alle aziende, delle ciambelle di salvataggio per risolvere situazioni di crisi. La gamma di servizi è ampia. La rete comprende anche il Umbria Innovazione, chiamato a trasferire tecnologie dal mondo della ricerca alle imprese. E il Centro Agroalimentare. Il nostro sviluppo economico, è figlio di una straordinaria e a volte spontanea complicità tra tutti gli attori del territorio. Se a volte l’Umbria è indicata come modello per un rapporto corretto tra attività imprenditoriali e ambiente e per una distribuzione equilibrata tra settori e territori, lo deve al fatto che tutto ciò è il prodotto della cultura e dei suoi valori. Per crescere non deve far altro che rendersi conto della sua forza e guardare insieme ad altri i suoi orizzonti.

[estratto dall’intervista de “L’Impresa – rivista italiana di management” a Vinicio Bottacchiari, Direttore Generale di Sviluppumbria]


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Obiettivo Umbria
L’elenco continua con la novità, intesa come propensione all’innovazione che è un’altra caratteristica peculiare. Solo in Umbria si sta usando la rete di eventi culturali, festival come Umbria Jazz o Spoleto, per fare promozione integrata, per veicolare l’intero pacchetto, comprese le opportunità di investimento. La missione a Melbourne, con Sviluppumbria che ha affiancato la prima edizione di Umbria Jazz dall’altra parte del pianeta, si è rivelata un successo senza precedenti. Dalla promozione dell’agroalimentare, con gli importatori australiani che hanno acquistato i prodotti tipici umbri per cucinarli durante i giorni del festival, ai seminari con le comunità di affari per prospettare tutte le chances della regione, ogni evento ha avuto una risposta formidabile. Tanti uomini d’affari hanno capito che, oltre alla bellezza della natura e ai luoghi sacri, l’Umbria poteva offrire investimenti e profitti in tanti settori, dal turismo all’alta tecnologia. Per noi innovazione è la tendenza a fare meglio quello che si sa fare bene.
La quinta virtù è la qualità. Le citazioni sarebbero tante per questo capitolo. Ma la più efficace è quella di celluloide. In Umbria “la vita è bella” anche perché coniuga arte ed economia. L’idea di trasformare una vecchia industria chimica a Papigno, alle porte di Terni, in studios cinematografici attrezzatissimi, si è rivelata anticipatrice. Perché, dopo che il film di Roberto Benigni ha vinto l’Oscar, Papigno è diventata una “location talismano”. Benigni ci ha girato altri film, compreso l’ultimo, La tigre e la neve. Altri registi l’hanno usata per realizzare programmi televisivi. Cinecittà ha deciso di acquisire la maggioranza del capitale. E tra breve nascerà un parco tematico, dedicato a Pinocchio: oltre alle scenografie del film, ci sarà una sinergia con gli scenari naturali mozzafiato della Cascata delle Marmore. Tutto in continua sinergia con gli enti locali e con Umbria Film Commission, l’agenzia che offre ampi servizi per consentire a produttori e registi di girare i loro film. Il modello è quello di uno sviluppo amichevole per l’ambiente una selezione delle opportunità che possono conciliarsi meglio con l’essenza del territorio. Per questo amiamo dire che l’Umbria non è disposta a snaturarsi per aprire uno stabilimento o per creare qualche posto di lavoro. Rispetto ai nowhere, come Romania e Cina, qui gli investitori sanno che possono trovare un sistema manifatturiero di qualità, evoluto dopo decenni di produzioni ad alto livello. Se hanno un’idea valida, gli strumenti migliori per realizzarla sono qui.
Ultima dote, l’affidabilità, intesa anche come supporti finanziari e tecnici per trasformare i sogni in opere. I 30 anni di Sviluppumbria sono stati costellati da una rete che comprende anche la Gepafin, la finanziaria promossa dalla Regione, dall’Unione Europea e dalle banche. Il suo compito, oltre che gestire i fondi degli obiettivi europei, è agevolare l’accesso ai finanziamenti e al capitale di rischio. La lista delle nostre partecipazioni nelle imprese è nutrita, così come quella dei prestiti partecipativi, dei sostegni alle aziende, delle ciambelle di salvataggio per risolvere situazioni di crisi. La gamma di servizi è ampia. La rete comprende anche il Umbria Innovazione, chiamato a trasferire tecnologie dal mondo della ricerca alle imprese. E il Centro Agroalimentare. Il nostro sviluppo economico, è figlio di una straordinaria e a volte spontanea complicità tra tutti gli attori del territorio. Se a volte l’Umbria è indicata come modello per un rapporto corretto tra attività imprenditoriali e ambiente e per una distribuzione equilibrata tra settori e territori, lo deve al fatto che tutto ciò è il prodotto della cultura e dei suoi valori. Per crescere non deve far altro che rendersi conto della sua forza e guardare insieme ad altri i suoi orizzonti.
[estratto dall’intervista de “L’Impresa – rivista italiana di management” a Vinicio Bottacchiari, Direttore Generale di Sviluppumbria]